Fichi fritti in pastella con salsa di ribes
Agosto pian piano ci sta salutando e io vorrei farlo con la ricetta dei Fichi fritti in pastella con salsa di ribes.
Che felicità ricominciare a cucinare, fotografare e programmare gli articoli per i prossimi mesi.
Non provavo questa emozione da troppo tempo.
Finalmente ritorno a scrivere su queste pagine che mi hanno accompagnato per nove anni e in cui avete conosciuto il mio modo di essere, i miei sogni e anche le mie delusioni.
Il mio blog con il passare degli anni si è evoluto ed è cambiato insieme a me. Purtroppo ha vissuto momenti di silenzio, durante i quali ho dovuto ricostruirmi per poter ritornare a sorridere alla vita.
Sono tornata e conto con tutta me stessa di non stare più lontana da questa mia grande passione.
Il fico, «dispensatore di intelligenza»
Il nome scientifico dell’albero di fico è Ficus carica: il termine Ficus era l’antico nome latino della pianta, mentre l’epiteto carica indica la Caria, antica regione dell’Asia Minore.
Infatti è una pianta della famiglia delle Moraceae, originaria dell’Asia occidentale e molto diffusa nel Mediterraneo.
Il fico è un «falso frutto» costituito da un involucro carnoso in cui sono inglobati i piccoli frutti (acheni); di sapore e consistenza diversi a seconda della varietà.
I fichi fioroni maturano fra giugno e luglio; i forniti, ossia i fichi normali, in agosto e settembre; i cratiri o tardivi in autunno inoltrato.
Nell’antica Grecia, il fico era un frutto molto apprezzato e a esso sono legati diversi racconti mitologici.
Ad esempio, Demetra diede in dono un albero di fico a Fitalo che l’aveva ospitata durante le ricerche della figlia Persefone.
Non a caso il fico era un albero sacro alla dea.
Platone amava così tanto i fichi da essere soprannominato il «mangiatore di fichi». Egli consigliava questo frutto ai suoi amici perché era convinto che nutrisse la mente e rinvigorisse l’intelligenza.
Nell’antica Roma, invece, i fichi con il miele venivano offerti nella notte di Capodanno come segno di augurio.
Il fico in cucina
Diverse varietà di fico sono coltivate sul territorio italiano ed esistono numerosi Presidi Slow Food, come i fiche secchi di Prignano Cilento o il mandorlato di San Michele Salentino.
La loro dolcezza si presta benissimo in tante ricette, sia dolci che salate.
Sono ottimi freschi sulle bruschette con formaggi e salumi, oppure nel ripieno di ravioli ricercati, nelle insalate e infine nelle crostate, torte e plumcake.
Nelle regioni meridionali, vengono essiccati al sole su graticci di canne, dette cannizze, e farciti con mandorle, noci, scorze di limone o alloro, e infine passati in forno.
Il loro profumo inebria le dispense delle nonne e sono ottimi gustati a fine pasto nelle fredde giornate invernali.
La ricetta dei Fichi fritti in pastella con salsa di ribes
Ricordo ancora il profumo dei fichi secchi che preparava mia nonna, la quale aggiungeva anche delle scaglie di cioccolato per la felicità dei nipoti.
Ma il ricordo più bello è quello legato alle estati trascorse ad aiutare i miei genitori in campagna, quando nelle pause mi arrampicavo sugli alberi per raccogliere questi dolcissimi frutti e fare una sana merenda.
Prep time:
Cook time:
Total time:

- Fichi maturi 12
- Pastella alla birra 250 g
- Zucchero semolato 40 g
- Ribes 125 g
- Olio per friggere
- Preparate la pastella, quindi lasciatela riposare.
- Intanto frullate i ribes con lo zucchero, ottenendo una salsa densa che poi passerete al setaccio fine.
- Mettete a riscaldare abbondante olio, pelate i fichi, che dovranno essere maturi ma sodi, passateli nella pastella e tuffateli nell’olio caldo.
- Girateli affinché prendano un colore uniforme, quindi toglieteli con il mestolo forato.
- Serviteli accompagnandoli con la salsina di ribes.

