Ho sceso, dandoti il braccio

Analisi di "Ho sceso, dandoti il braccio" di E. Montale, approfondimento di italiano per gli studenti della scuola secondaria di I grado | Homework & Muffin

III Anno | 19 maggio 2018 | Tags:

Ho sceso, dandoti il braccio è una delle poesie di Eugenio Montale dedicate alla moglie, Drusilla Tanzi, scomparsa nel 1963.

Questo componimento fa parte della sezione Xenia I della raccolta Satura, pubblicata nel 1971.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

 

Parafrasi con commento

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei, in ogni gradino sento il vuoto.

Drusilla, da Montale soprannominata «mosca» a causa delle spesse lenti da vista che era costretta a portare a causa della sua forte miopia, muore dopo una lunga malattia.

Utilizzando un’iperbole (un milione di scale) per indicare il lungo tempo trascorso insieme, il poeta ricorda quando aiutava la moglie a scendere le scale, e ora la sua assenza provoca un vuoto incolmabile nella sua vita (e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino).

Nonostante questo il nostro lungo viaggio è stato breve.

Verso stupendo in cui le due figure retoriche l’ossimoro (contrapposizione breve/lungo) e la metafora (nostro lungo viaggio = vita) sottolineano ancora una volta l’amore di Montale per la moglie.

Il mio viaggio dura tuttora e non mi interessano più i miei impegni, gli inganni, le sconfitte di chi crede che la realtà consista in ciò che appare.

La sua vita continua (viaggio = metafora) e al poeta non interessano più le sue occupazioni quotidiane (le coincidenze e le prenotazioni dei suoi viaggi di lavoro) né le difficoltà della vita, gli errori di chi crede nelle apparenze.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non solo perché con quattro occhi si vede meglio, forse si vede di più.

Le ho scese con te perché ero consapevole che di noi due i soli occhi, nonostante siano tanto offuscati, erano i tuoi.

Questi ultimi versi evidenziano ancora una volta l’importanza della moglie per Montale. Drusilla era una donna arguta, la quale nonostante avesse dei gravi problemi alla vista coglieva il vero senso della vita, riusciva a vedere oltre le vane apparenze, colmava la vita del poeta, riempiva il suo animo di forza, sicurezza, affetto, tanto da non poterne più farne a meno.

Un amore lungo una vita e che va oltre la morte …

Che splendore la voce dei poeti!

Buono studio, cari ragazzi!

Gabriella

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