L’accento

L'accento, approfondimento di fonologia per gli studenti del primo anno della Scuola Secondaria di I grado. | Homework & Muffin

I Anno | 15 novembre 2017 | Tags:

L’accento è il rafforzamento della voce sulla vocale di una sillaba.

La sillaba colpita dall’accento si chiama sillaba tonica, mentre la vocale accentata si chiama vocale tonica.

Le altre sillabe sono dette atone perché prive di accento.

Provate a leggere a voce alta queste parole:

telefonami

gambero

carota

città

Avete notato che sembra ci sia un aumento del tono della vostra voce sulla vocale accentata?

Te--fo-na-mi

Gàm-be-ro

Ca--ta

Cit-

Bene, quella vocale è tonica.

In base alla collocazione dell’accento tonico possiamo distinguere le parole secondo il seguente schema:

Parole Spiegazione Esempio
TRONCHE L’accento cade sull’ultima sillaba Cit-
PIANE L’accento cade sulla penultima sillaba Ca--ta
SDRUCCIOLE L’accento cade sulla terzultima sillaba Gàm-be-ro
BISDRUCCIOLE L’accento cade quartultima sillaba Te--fo-na-mi

 

Parlando, l’accento è dato dall’alterazione della voce; quando si scrive, invece, talora è necessario indicarlo sulla vocale tonica con un segno che si chiama accento grafico.

Nella lingua italiana ne esistono tre:

grave ` usato per la vocale a, e,o con suono aperto. Esempio beltà, cioè, andò

 

acuto ´ usato per le vocali i, u, e, o con suono chiuso. Esempio: così, più, perché, tórta

 

circonflesso ˆ Ormai in disuso, serve a indicare una contrazione di due vocali. Esempio: varî = varii e vari

 

L’accento grafico è obbligatorio

  • Sulle parole tronche

Però, caffè, bontà

  • Sui monosillabi che terminano con due vocali

Può, ciò, già, giù

  • Sui monosillabi che terminano con una sola vocale ma hanno forma uguale ad altri monosillabi che hanno però significato diverso.

 

Monosillabi accentati Monosillabi privi di accento
ché (abbreviazione di perché) che (congiunzione o pronome relativo)
dà (dal verbo dare) da (preposizione)
dì (nome che significa giorno) di (preposizione)
è (dal verbo essere) e (congiunzione)
là (avverbio) la (articolo o pronome)
lì (avverbio) li (pronome personale)
né (congiunzione) ne (pronome o avverbio)
sé (pronome) se (congiunzione)
sì (avverbio) si (pronome)
tè (nome) te (pronome)

 

L’accento grafico è vietato

  • Sui monosillabi con una sola vocale, ad eccezione degli avverbi lì e là.

Fu, me, mi, te, tre, re, tra,fra, su, so, sto

 

È facoltativo segnare l’accento grafico

  • Sulle parole omografe che sono tali perché sono scritte allo stesso modo ma assumono un significato diverso in base alla sillaba su cui cade l’accento.

 

Lèggere (verbo) Leggére (aggettivo)
Fòrmica (resina artificiale) Formìca (insetto)
Tèndine (nervo) Tendìne (graziose tende)
Còmpito (dovere) Compìto (preciso)
Càpitano (verbo) Capitàno (ufficiale)
Vìola (verbo violare) Viòla (fiore)

 

Curioso! Un semplice spostamento di accento può determinare un totale cambiamento di significato della parola.

Quanto è ricca di particolari la nostra lingua, vero ragazzi?

Vi saluto con questa divertente filastrocca di Gianni Rodari per sorridere un po’ … perché lo studio di una lingua può anche divertire …

Per colpa di un accento

Per colpa di un accento

un tale di Santhià

credeva di essere alla mèta

invece era alla metà.

Per analogo errore

un contadino di Rho

tentava invano di cogliere

le pere da un però.

Non parliamo del dolore

d’un signore di Corfù

quando, senza più accento,

il suo cucu non cantò più.

Gabriella

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