Paolo e Francesca: un amore travolgente

II Anno | 13 febbraio 2018 | Tags:

Oggi vorrei parlarvi di Paolo e Francesca, una delle coppie più famose della letteratura italiana, la cui storia ha commosso intere generazioni di studenti.

Troviamo questi due innamorati nel canto V dell’Inferno di Dante Alighieri.

Siamo all’ingresso del secondo cerchio dove inizialmente Minosse, il giudice infernale, ostacola il passaggio a Dante, ma con l’intervento di Virgilio, i due poeti proseguiranno il loro viaggio negli Inferi.

Superato l’ostacolo, ai due si apre uno spettacolo straordinario: una violenta bufera trascina le anime dannate.

Sono le anime dei lussuriosi, cioè coloro che in vita non hanno saputo controllare le loro passioni e ora sono condannati a essere travolti da questo violento e incessante turbine.

Dante nota due giovani che sono strettamente uniti e incuriosito li chiama.

Quali come colombe, dal disìo chiamate,

con l’ali alzate e ferme al dolce nido

vegnon per l’aere dal voler portate;

cotali uscir de la schiera ov’è Dido,

a noi venendo per l’aere maligno,

sì forte fu l’affettuoso grido.

Come due colombe, spinte dal desiderio, si dirigono verso il loro dolce nido, così le anime di Paolo e Francesca, si allontanano dalla schiera di Didone (la regina, protagonista di un episodio dell’Eneide, che si suicidò a causa dell’abbandono di Enea), cioè della anime peccaminose dei lussuriosi, e raggiungono Dante.

Parla Francesca, figlia di Guido da Polenta, signore di Ravenna, che nel 1275 sposò Gianciotto Malatesta, ma si innamorò di Paolo, suo fratello.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta e ’l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:

Caina attende chi a vita ci spense».

Queste parole da lor ci fuor porte.

 

In queste tre bellissime terzine Francesca racconta la sua storia, il suo amore per Paolo e la fine della loro vita.

Nei versi successivi rievoca il momento in cui i due amanti cedettero alla passione del loro amore, in occasione della lettura di un romanzo cortese nell’episodio del bacio tra Lancillotto e Ginevra.

Non andarono mai più oltre la lettura …

I due amanti scoperti da Lancillotto, furono da questi uccisi.

Mentre Francesca racconta la drammatica vicenda, Paolo non proferì mai parola e continuò a piangere per tutto il tempo.

[…] sì di pietade

Io venni men così com’io morisse.

E caddi come corpo morto cade.

 

Dante colpito dalle parole di Francesca e vedendo il dolore di Paolo, perse i sensi, travolto dall’intensità del loro amore.

Ragazzi, prendete il vostro libro di letteratura, rileggete questi versi e immergetevi nel sentimento che ha travolto Paolo e Francesca!

Buon san Valentino!

Gabriella

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